Cosa intendiamo quando parliamo di pareti divisorie
La stessa richiesta, “ci servono delle pareti divisorie”, ci arriva ogni settimana e ogni volta significa una cosa diversa. C’è chi deve ricavare due sale riunioni da un open space. C’è chi vuole solo che due colleghi seduti frontalmente smettano di sentirsi parlare addosso. Altri hanno preso in affitto un capannone uffici e non possono toccare nulla di strutturale, oppure devono separare l’accoglienza dal resto senza rinunciare alla luce. Le soluzioni sono diverse e costano cifre diverse. Qui proviamo a mettere ordine, con i numeri che usiamo quando facciamo un preventivo.
Le quattro famiglie e cosa cambia in pratica
Pareti divisorie fisse
Moduli ancorati a pavimento e soffitto, di solito ciechi in basso e vetrati in alto, altezza standard fino a 270 cm circa. Delimitano un ambiente in modo stabile e chiudono verso il controsoffitto. Vanno progettate insieme all’illuminazione e alle prese, perché una volta montate spostarle costa quasi quanto rifarle.
Pareti mobili e riposizionabili
Pannelli autoportanti su piedini o su ruote, in genere da 100 a 200 cm di altezza. Non toccano il soffitto, quindi non chiudono l’ambiente, ma si spostano in mezz’ora con due persone. Sono la scelta più frequente in affitto: non sono opere permanenti, non lasciano fori, e quando lasciate l’immobile ve le portate via. Caimi ha in catalogo diversi sistemi di questo tipo, dal Toa Folding, che si ripiega e si mette da parte quando serve la sala libera, a Ypsilon Connect, che si compone a incastro in configurazioni lineari o a spina.
Divisori bassi da scrivania
Pannelli da 40 a 65 cm montati sul piano o sul bordo della scrivania. Servono a tagliare la linea diretta fra due volti e a smorzare la voce a distanza breve. Costano poco rispetto a tutto il resto e in un bench a sei postazioni si vede subito la differenza. Sepa e Corner rientrano qui.
Pareti vetrate
Vetro temperato da 8 o 10 mm, telaio in alluminio o vetro a tutta altezza senza montanti intermedi. Chiudono l’ambiente e lasciano passare la luce, cosa che conta parecchio negli uffici con finestre solo su un lato. Il rovescio: il vetro riflette il suono invece di assorbirlo, quindi una sala interamente vetrata riverbera e va corretta con pannelli o tende fonoassorbenti.
| Tipologia | Altezza tipica | Si sposta? | Adatta a |
|---|---|---|---|
| Fissa | fino a 270 cm | no | sale riunioni, uffici direzionali, immobile di proprietà |
| Mobile / riposizionabile | 100-200 cm | sì, in giornata | open space, uffici in affitto, layout che cambiano |
| Divisorio da scrivania | 40-65 cm | sì | bench, call center, postazioni frontali |
| Vetrata | fino a soffitto | no | uffici con poca luce naturale, front office |
Sull’acustica, senza promesse gonfiate
Un divisorio interrompe la trasmissione diretta della voce fra due persone e abbassa il livello percepito, ma non isola come un muro. Il suono passa sopra il pannello, rimbalza sul soffitto e torna giù. Chi vi promette silenzio con un pannello alto 160 cm vi sta vendendo qualcosa che non esiste. Quello che si ottiene, con un materiale fonoassorbente serio, è un ambiente meno riverberante in cui si capisce cosa dice l’interlocutore senza alzare la voce.
Per questa parte lavoriamo con Caimi Brevetti di Nova Milanese, che ha brevettato la tecnologia Snowsound. A catalogo abbiamo 28 referenze acustiche Caimi, 18 Snowsound e 10 della linea Fiber, fra cui Mitesco e Arianna. Se il problema principale è il rumore più che la divisione degli spazi, conviene partire dalla pagina sui pannelli fonoassorbenti per ufficio, oppure guardare l’intera categoria soluzioni acustiche.
Le tre domande che vi facciamo in sopralluogo
Quanto è alto il soffitto? Sotto i 280 cm una parete fissa a tutta altezza rende l’ambiente chiuso e cupo; meglio vetrata nella parte alta. Sopra i 350 cm, tipico dei loft riconvertiti, una parete mobile da 160 cm divide poco e conviene ragionare su moduli più alti.
Vi serve privacy visiva o acustica? Non sono la stessa cosa. Se il colloquio deve restare riservato serve un vano chiuso con porta, non un divisorio.
L’immobile è vostro o in affitto? In affitto suggeriamo quasi sempre soluzioni riposizionabili, anche perché non richiedono opere e restano vostre.
Quanto costano
Fasce indicative, IVA esclusa, montaggio incluso salvo casi particolari: divisori da scrivania da 90 a 250 euro a pannello; pareti mobili fonoassorbenti da 400 a 1.200 euro a modulo secondo altezza, finitura e telaio; pareti vetrate da 350 a 700 euro al metro quadro; pareti fisse attrezzate sopra i 700 euro al metro quadro. A far salire il preventivo sono soprattutto la finitura tessile scelta, la presenza di porte, i passaggi cavi e la difficoltà di accesso al piano. Un preventivo serio arriva solo dopo il sopralluogo, con le misure prese da noi.
Il limite va detto
Non siamo un’impresa edile. Non realizziamo pareti in cartongesso o muratura, non spostiamo impianti elettrici, non facciamo pratiche edilizie. Se il vostro progetto richiede una divisione permanente con opere murarie, vi serve un’impresa, e per la parte in muratura noi non siamo l’interlocutore. Sul resto, arredo, sistemi divisori e acustica, seguiamo tutto internamente.
Sopralluogo, consegna, montaggio
Copriamo Milano, Monza e Brianza e Bergamo con personale nostro: rilievo misure in sede vostra, proposta di layout, montaggio e ritiro degli imballi. I tempi tipici vanno da 3 a 6 settimane dall’ordine confermato, in funzione della finitura scelta. Il catalogo conta 266 prodotti fra arredo ufficio e Ho.Re.Ca. e in showroom a Trezzo sull’Adda, Via Rocca 32/A, uscita Trezzo della A4, potete toccare i materiali prima di decidere. Per fissare un appuntamento chiamate lo 02 90964670 o scrivete a info@kronoarredoufficio.it.
Domande frequenti
Quanto costano le pareti divisorie per ufficio?
Le fasce indicative, IVA esclusa e montaggio incluso, vanno da 90-250 euro per un divisorio da scrivania a 400-1.200 euro per modulo nelle pareti mobili fonoassorbenti, 350-700 euro al metro quadro per le vetrate e oltre 700 euro al metro quadro per le pareti fisse attrezzate. Sono ordini di grandezza: il preventivo definitivo lo formuliamo dopo il sopralluogo, perché finitura, porte, passaggi cavi e accesso al piano spostano parecchio il totale.
Serve un permesso o una pratica edilizia?
Per le pareti mobili e riposizionabili no: sono arredo, non opere. Per una parete fissa ancorata a pavimento e soffitto la valutazione cambia, perché può incidere su compartimentazione antincendio, vie di fuga e rapporti aeroilluminanti. In quel caso il progettista o l’amministratore dell’immobile deve dare un parere prima dell’ordine. Noi non seguiamo le pratiche.
Che differenza c’è fra parete fissa, mobile e attrezzata?
La fissa è ancorata e chiude l’ambiente fino al controsoffitto. La mobile è autoportante, di solito fra 100 e 200 cm, e si sposta senza lasciare tracce. L’attrezzata è una fissa che integra contenitori, ante o passaggi impiantistici sullo spessore della parete, quindi divide e arreda insieme ma è la più costosa delle tre.
Le pareti divisorie sono davvero fonoassorbenti?
Dipende dal materiale. Un pannello in melamina o tessuto tecnico assorbe e riduce il riverbero; un pannello in laminato o in vetro riflette e in certi casi peggiora la situazione. Anche il pannello migliore riduce la voce diretta e il riverbero, non isola come un muro: il suono scavalca il divisorio e torna giù dal soffitto. Se serve riservatezza sulle conversazioni, la strada è un vano chiuso con porta.
Si possono spostare dopo il montaggio?
Le riposizionabili sì, anche più volte: in genere bastano due persone e mezz’ora per modulo. Sui sistemi pieghevoli tipo Toa Folding si arriva a richiuderle e metterle da parte. Le fisse e le vetrate no, o meglio: si smontano, ma il costo di smontaggio e rimontaggio si avvicina a quello di una fornitura nuova, quindi raramente conviene.
Fate anche pareti in cartongesso?
No. Non eseguiamo opere edili né impiantistiche. Se il progetto richiede una divisione in muratura o cartongesso serve un’impresa edile, mentre noi ci occupiamo di sistemi divisori d’arredo, pareti vetrate d’arredo e soluzioni acustiche, compreso il montaggio con personale nostro.
In quali zone intervenite e in quanto tempo?
Lavoriamo su Milano, Monza e Brianza e Bergamo, con sopralluogo, consegna e montaggio gestiti da personale interno. Dall’ordine confermato i tempi tipici sono di 3-6 settimane, in funzione della finitura e della disponibilità dei tessuti. Lo showroom è a Trezzo sull’Adda, Via Rocca 32/A, all’uscita Trezzo della A4.